LONDRA, 10 agosto 2010 – Cesare Prandelli bagna il suo esordio con una sconfitta di misura contro la Costa d’Avorio. Ad Upton Park, la Nazionale si rende protagonista di un buon avvio in ambedue le frazioni ma non riesce a finalizzare qualche buona occasione sull’asse Cassano-Balotelli-Amauri. Sconfitta a parte, gli Azzurri hanno offerto una prestazione fatta di voglia e temperamento ma di scarsa qualità sul piano collettivo. Alla fine hanno prevalso la maggiore organizzazione ed il maggior affiatamento degli ivoriani e, soprattutto, la rete firmata da Kolo Touré al 10′ della ripresa. Cosi Prandelli al termine della gara: “Sapevamo che era abbastanza difficile, abbiamo preparato tutto in tre giorni. Ora dobbiamo continuare a lavorare con entusiasmo e serietà. Abbiamo ampi margini di miglioramento. Cassano? Bene, Balotelli invece era alla prima gara ma ha fatto cose buone. Certo, giocando con tre attaccanti, dovremo fare meglio in fase di possesso palla. Il primo aspetto da migliorare? La qualità del gioco, così automaticamente si acquista personalità di squadra”.
PREMESSE – Diversamente da quanto visto al Mondiale, l’avvio di gara della nuova Italia è all’insegna del carattere e dalla pressione offensiva. Squadra alta, baricentro alto, ai quali però fa contraltare la maggiore intraprendenza degli ivoriani sul piano del possesso palla. Balotelli, alla prima in azzurro come Amauri, illumina il tricolore nei primi dieci minuti con due conclusioni da fuori in rapida successione. Segue De Rossi che, sempre da calcio piazzato, sfiora il palo alla destra di Yaboah. Cassano, posizionato tra le due linee, è il punto di riferimento della manovra azzurra. Non è un caso se partano tutte dai suoi piedi le migliori occasioni nel primo tempo: prima con un traversone dalla sinistra, sventato in extremis dalla difesa, e poco dopo quando alimenta il break a centrocampo di Palombo e, dal fronte destro dell’area, imbecca Amauri che gira alto in corsa.
INCERTEZZE – Se l’inizio dell’Italia offre degli ottimi spunti in previsione degli impegni ufficiali a settembre, il prosieguo della gara evidenzia le tante lacune del reparto arretrato e di alcuni singoli. In difesa Chiellini fa per tre, ovvero per Motta, Molinaro e Bonucci. Il difensore centrale della Juventus è onnipresente in ogni offensiva della Costa d’Avorio e deve ricorrere agli straordinari su entrambi i fronti del campo, salvo quando Gervinho spreca a lato l’uno contro uno con Sirigu. Anche perché la mediana, formata da Palombo e De Rossi, fatica a reggere il peso dei quattro là davanti. In particolare il capitano blucerchiato che, al contrario del centrocampista giallorosso, non riesce mai ad entrare in partita, complice una precaria condizione fisica ed un peccato di personalità rispetto al proprio standard con la maglia della Sampdoria.
DÉJÀ VU – La seconda frazione non è altro che una riproposizione dei primi 45 minuti. Buon avvio, addirittura meglio rispetto a quello del primo tempo. Motta, più a suo agio dalla metà campo in sù, coglie il palo con un tiro di punta in corsa, mentre Amauri non è letale quando Yaboah respinge corto una bella conclusione a giro di Pepe. L’incantesimo svanisce al 10’ e Kolo Touré castiga la difesa azzurra, questa volta è Chiellini a sbagliare in marcatura, con un colpo di testa sottomisura su traversone dalla destra. La rete spegne la verve di Balotelli e Cassano, entrambi rilevati da Quagliarella e Giuseppe Rossi, e galvanizza la selezione di Zahoui che prende il sopravvento in mediana e schiaccia l’Italia nella propria trequarti. Intorno al quarto d’ora esce anche Amauri, che fa spazio ad un Borriello volenteroso ma non assistito a dovere quale unica punta. Ovvero, la copia esatta dell’ultimo infelice corso targato Marcello Lippi che, a detta di molti, avrebbe fatto molto meglio qualora avesse convocato giocatori del calibro di Balotelli e Cassano. Probabilmente il popolo italiano auspicava ad una resa migliore con l’innesto dei nuovi, compreso Amauri, ma la realtà è che il compito precipuo di Prandelli è molto più arduo di quanto si possa pensare. E questo non dipende certo dall’avvicendamento alla guida tecnica, né dalla condizione fisica di inizio anno. Bensì, dalla qualità del nostro calcio e dall’alta propensione ad ingaggiare calciatori stranieri anziché valorizzare il made in Italy.
ITALIA (4-2-3-1): Sirigu 6; Motta 6 (25′ st Cassani 6), Bonucci 4,5, Chiellini 5,5, Molinaro 5; Palombo 6 (36′ st Montolivo sv), De Rossi 6; Pepe 5,5 (29′ st Marchisio sv), Cassano 6 (25′ st G.Rossi 6), Balotelli 6,5 (14′st Quagliarella 5,5); Amauri 5,5 (14′ st Borriello 6). A disposizione: Viviano, Mirante, Antonini, Astori, Lucchini, Lazzari. All.: Prandelli
COSTA D’AVORIO (4-4-2): Yaboah 6; Demel 6,5 (13′ st Kafoumba 6), K.Toure 7, Zokora, 6 Tiene 6; Eboue 6,5, Y.Toure 6,5, Tiote 6; Gervinho 6 (47′ st Koné sv), Doumbia 5,5 (17′ Sagbo 6), Kalou 6,5 (39′ st Fae sv). A disposizione: Barry, Bamba, Angoua, Gohouri, Coulibaly. All.: Zahoui.
Marcatori: 10′ st Kolo Touré (CA)Arbitro: Atkinson (Ing)
Ammoniti: Eboué (CA), Bonucci (I)
Giuseppe Bruni