PECHINO (Cina), 6 agosto 2011 – Il Milan conquista la Supercoppa Italiana 2011. I campioni d’Italia ribaltano il parziale nella ripresa, dopo un primo tempo giocato meglio dall’Inter. Nerazzurri avanti al 21′ con una perla di Sneijder su calcio piazzato. Prima dell’intervallo Ibra centra il palo. Lo svedese si rifà al 16′ della ripresa quando insacca a porta vuota su assist di Seedorf. Il goal che decide la sfida arriva appena 7 minuti dopo e lo firma Boateng, dopo un altro palo colpito questa volta dal neo entrato Pato. Nel finale annullata una rete ad Eto’o per fuorigioco.
ROBINHO, CHE OCCASIONE! – Il Milan entra in campo contratto, l’Inter mostra invece grande voglia e controlla il gioco nei primissimi minuiti. Ne passano 6, nei quali i nerazzurri fanno grande possesso palla. All’improvviso, ecco i rossoneri. Robinho dialoga al limite con Ibrahimovic, lo svedese taglia a fette Samuel e Ranocchia apparecchiando il pallone proprio sulla corsa del brasiliano che, dal fronte sinistro dell’area, calcia incredibilmente alto a pochi metri da Julio Cesar.
SOLO POSSESSO – La fiammata non muta il filo della gara. L’Inter gioca, il Milan attende. La formazione di Gasperini fatica pero’ a sfondare, sia centralmente che per vie laterali. Largo dunque ai tentativi dalla distanza, con Sneijder e Stankovic che pero’ non inquadrano lo specchio.
RINGHIO RISCHIA GROSSO – La lunga trama di passaggi orchestrata dai campioni del Mondo non piace ai rossoneri, i quali ricorrono sovente all’intervento scorretto. Specie Gattuso, graziato da Rizzoli nel giro di pochi secondi. Il centrocampista prima sgambetta Alvarez a metà campo, ricevendo il giallo piu’ per somma di falli che per il calcetto in sé, e qualche attimo piu tardi “sfugge” al cartellino rosso per un intervento da tergo al limite dell’area su Obi.
ARCOBALENO SNEIJDER – All’espulsione non comminata da Rizzoli, risponde presente Wesley Sneijder. L’olandese di fatto non perdona. Sistema il pallone sulla mattonella, all’altezza del vertice sinistro, e disegna una parabola straordinaria ad aggirare la barriera. Abbiati fa quello che puo’, riuscendo peraltro a toccare la sfera, ma quest’ultima bacia il palo e supera la linea Bianca. Avanti di una rete, l’Inter continua ad amministrare la gara. Al 35’ si vede anche il neo acquisto Alvarez. L’argentino si ritaglia lo spiraglio buono e conclude alto una bella trama di passaggi sull’asse Eto-Sneijder. Poco dopo tocca anche al camerunese, che prova a sorprendere Abbiati da posizione defilata con un destro a filo d’erba indirizzito verso il primo palo.
IBRA-PALO, IBRA-GOAL – Il Milan sornione si rivede a 5’ dall’intervallo ed ancora una volta Julio Cesar vede le streghe. Abate crossa dalla destra, Boateng non arriva sul primo palo mentre Ibra sì: lo svedese anticipa Ranocchia ma il palo dice no e salva il portiere brasiliano. Il possibile 1-1 matura comunque ad inizio ripresa, dove il Milan mostra un piglio migliore. Seedorf mette alto da posizione centrale. Poi si trasforma in uomo-assist per Ibrahimovic al 16’. Nasce tutto da una indecisione dei nerazzurri in fase di impostazione. Robinho ne approfitta e sventaglia sul fronte destro dell’area per l’olandese, il quale alza la testa ed apparecchia al centro per il colpo di testa facile facile che vale il pareggio.
SORPASSO BOATENG – Il nuovo parziale premia la formazione Allegri, più autoritaria rispetto alla prima frazione. Il pari e le scelte operate dal dirimpettaio Gasperini abbindolano l’Inter. Quanto basta perche’ Boateng, appena 7 minuti più tardi, operi il sorpasso che vale la vittoria. Questa volta il palo veste i panni dell’amico e permette al ghanese, invisibile sino a quel momento, di firmare in scivolata un altro tap-in facile facile dopo la respinta di Julio Cesar su tiro del neo entrato Pato.
FUORI FASE – In pratica il match termina qui. Il caldo torrido e l’inerzia tattica determinata da numerosi fattori, su tutti il divario tecnico specie in fase offensiva, spengono i riflettori ancor prima del triplice fischio di Rizzoli. Lo squillo di Eto’o, mai pericoloso in zona-Abbiati, giunto allo scadere del tempo di recupero è la chiara dimostrazione di un Inter ancora in fase embrionale. E non solo per le assenze dei sudamericani ancora in vacanza, quanto per quelle lacune in organico alle quali dovrebbe aggiungersi pure lo stesso Sneijder, destinazione Inghilterra, per volere del fair-play finanziario. Troppo, forse, per una squadra laureatasi campione di tutto appena un anno fa.
SECONDO TROFEO – Quanto detto sull’Inter non toglie merito al Milan di Allegri che inizia la stagione con una vittoria. La sesta nella competizione. Certo il primo tempo e gli ultimi venti minuti di partita dei rossoneri devono far riflettere. Molto bene invece la difesa, mai in affanno e senza responsabilità in occasione della rete subita. Il peso del solito Ibra, decisivo e spesso fuori dagli schemi, si sente. Soprattutto quando c’è bisogno di tessere una trama di gioco con continuità. Ed il riferimento principale è alla Champions League. Un traguardo ambito dalla banda Allegri, al secondo trionfo dopo la conquista dello scudetto, ma che necessità di un collettivo migliore in grado di far esplodere le tante mine individuali anche oltre il confine nazionale.
MILAN (4-3-1-2): Abbiati; Abate, Nesta, Thiago Silva, Zambrotta; Gattuso (30′st Ambrosini), Van Bommel, Seedorf; Boateng (36′st Emanuelson); Robinho (17’st Pato), Ibrahimovic
INTER (3-5-2): Julio Cesar; Ranocchia, Samuel, Chivu; Zanetti, Thiago Motta, Stankovic (29′st Pazzini), Alvarez (18’Faraoni), Obi (36′st Castaignos);Sneijder, Eto’o.
Arbitro: Rizzoli di Bologna
Marcatori: 21’ Sneijder (I), 61’ Ibrahimovic , 68’ Boateng(M)
Ammoniti: Gattuso, Zambrotta, Boateng, Ambrosini (M) Motta (I)
Giuseppe Bruni