YOKOHAMA (Giappone), 18 Dicembre 2011 - Due anni dopo, il Barcelona è di nuovo campione del mondo. Niente da fare per il Santos, annichilito dallo strapotere blaugrana. Tanto sul piano individuale, dove Messi incanta e Neymar delude, quanto su quello del collettivo. Troppa la differenza di valori in campo, specie nel primo tempo dove la formazione di Guardiola scatena la sua furia con le reti della Pulce (16′), Xavi (24′) e Fabregas (45′). Più un palo di quest’ultimo. E nel finale di partita Messi chiude il conto. Anche in previsione del prossimo pallone d’oro Fifa.
FENOMENI E FENOMENI - Partiamo da questo assunto: meno male che c’è il Barcelona. E già, perché proprio dinzanzi alla squadra piu’ forte del mondo si è avuta la consapevolezza che i tanti gioielli brasiliani, da Neymar a Ganso, passando per Danilo ed Henrique, non sono fenomeni a prezzi da capogiro. Forse ancora acerbi per il grande salto, anche se il prodotto offerto sul palcoscenico continentale è stato imbarazzante se paragonato alla quotazione di mercato. Per la delusione di tanti, procuratori e non. A cominciare proprio da Pele’, che ha definito Neymar più forte di Messi. Un vero clichè per la leggenda del calcio brasiliano.
GUARDA CHE XAVI - La finale di Yokohama dimostra che questo Barcelona, come accade anche in Europa, non gioca semplicemente a calcio ma ne impartisce una lezione. La consapevolezza e la forza di questa squadra hanno ormai raggiunto livelli mai eguagliati, soprattutto nell’era moderna. Quanta poesia espressa sul rettangolo verde. La prima magia è di Xavi, che estrae dal cilindro un assist in verticale stratosferico finalizzato da Messi con semplicità e delizia: tocco sotto sull’uscita di Rafael, sul quale nulla puo’ anche Bruno Rodrigo in sforbiciata. Otto minuti piu’ tardi tocca proprio al centrocampista: Dani Alves vede e serve il compagno dal fronte destro e lui, con altrettanta naturalezza, elude l’intervento del difensore e scarica di collo piede in fondo al sacco.
SI ACCENDE FABREGAS - Dopo appena ventiquattro minuti, la finale del mondiale per club è segnata. Ed il Barcelona trasforma l’incontro in un mero allenamento, dove Fabregas coglie un palo clamoroso da breve distanza e poi fa centro prima della pausa a porta vuota dopo un batti e ribatti in area: 3-0 e gara chiusa già nella prima frazione. Il fantasista potrebbe addirittura raddoppiare il proprio tornaconto dopo appena 45 secondi dall’inizio della ripresa, ma Rafael si dimostra all’altezza con una parata straordinaria sul destro a colpo sicuro.
MESSI DA PALLONE D’ORO – In campo oramai non c’è più partita. Neymar e Borges cercano la gloria personale davanti a Valdes, ma non fanno altro che legittimare il proprio status di buon giocatore e nulla più. L’esatto contrario di chi, anche quest’anno, vincerà con tutta probabilità il tradizionale pallone d’oro. E per il ventiquattrenne Messi sarebbe già il terzo, in un’annata parente di quella targata 2009. Allora i trofei conquistati con il Barca furono sei, uno in più rispetto a quelli sollevati quest’anno. Particolare di poca importanza per una società che rispecchia di anno in anno la filosofia aziendale: Més que un club. Chapeu!
TABELLINO - SANTOS (4-3-1-2) – Rafael; Edu Dracena, Léo, Danilo (31′st Danilo), Bruno; Durval, Henrique, Arouca; Ganso (37′st Ibson); Neymar, Borges (34′ st Alan Kardec). All. Ramalho
BARCELLONA (4-3-3) – Valdés; Dani Alves, Piqué (11′st Mascherano), Puyol (40′st Fontas), Abidal; Sergio, Thiago (34′ st Pedro), Xavi; Fabregas, Messi, Iniesta. All.Guardiola
Marcatori: 16′ e 82′ Messi, 24′ Xavi, 45′ Fabregas
Ammoniti: Pique’, Mascherano (B), Ganso, Dracena (S)
Giuseppe Bruni