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Giornali, tv e facebook non bastano. L’isteria Blaugrana si trasforma in un video “proibito”.

PERUGIA, 26 aprile 2010 - La semifinale di ritorno fra Barcelona ed Inter al Camp Nou sta assumendo i contorni di una rissa annunciata, dentro e fuori il rettangolo verde. Il 3-1 conquistato con merito dai nerazzurri allo stadio Meazza di Milano ha creato una voragine nell’autostima dei campioni d’Europa e del Mondo in carica. Tanto è bastato perché la società Blaugrana avviasse una vera e propria campagna mediatica: giornali, tv, facebook ed ogni altro mezzo, lecito, affinché il popolo blaugrana accorra in massa allo Stadio mercoledì sera. Peccato invece per il video confezionato ad hoc, il cui finale rappresenta un autentico insulto alla tanto cara etichetta (“Respect”) coniata dall’organismo Uefa ed impressa sulle maglie delle squadre partecipanti al torneo continentale per eccellenza. “Venderemo cara la pelle”, recita il pay-off dello spot che la società ha venduto alle emittenti televisive catalane in vista del big-match contro la formazione di Mourinho. Se questo non rappresenta il miglior proclamo alla violenza, poco ci manca.

ANDATA IN PORTO - L’avversario numero uno del Barcelona nel primo confronto di martedì scorso è stato l’arbitro portoghese Benquerença. Reo, secondo gli addetti ai lavori catalani, di aver contribuito a ciò che è stato definito “Furto all’italiana”. Certamente se Milito, fermato in fuorigioco nonostante il metro e mezzo al di qua della linea difensiva, avesse potuto presentarsi davanti a Valdes dopo appena 5 minuti dal fischio d’inizio forse la gara avrebbe preso una piega ancor più pesante del punteggio finale. Il tuffo di Daniel Alves e l’ostruzione di Samuel su Piqué in area di rigore non leggittimano il piagnisteo di una squadra che, invece, avrebbe dovuto dimostrare sul campo la sua forza. Senza dimenticare che la terza rete nerazzurra, sì in fuorigioco ma di mezza figura, è lontana parente degli immensi strafalcioni prodotti dal’arbitro Ovrebo in occasione della semifinale di ritorno contro il Chelsea della passata edizione, a favore guarda casa proprio dell’undici di Guardiola.

“RESPECT” PER LA REMUNTADA - Chi vuole una cosa a tutti i costi non guarda in faccia a nessuno. Forse il Barça, ferito nell’orgoglio dopo aver fatto conoscenza con i propri limiti dalla metà campo in giù, avrà pensato esattamente a questo. Ciò non toglie che, per un incontro di calcio, sia permesso tutto. Incoraggiare l’ambiente, per sfruttare anche il fattore campo in ottica di una possibile rimonta, rientra fra i tentativi accreditati dal buon senso sia nello sport che nella vita di tutti i giorni. La frase conclusiva dello spot Blaugrana, passato in rassegna questa settimana nelle televisioni di tutta la Catalogna e non solo, trasmette la sensazione di una chiamata alle armi anziché un invito ad essere il dodicesimo uomo in campo. Orgoglio catalano sì, ma il rispetto è tutto un altro sport.

LO SPOT - Remuntada_lo spot di Barcelona-Inter.

Giuseppe Bruni


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About Giuseppe Bruni - mygiuseppebruni.com

Giornalista e radio-telecronista sportivo (calcio, tennis, basket e pallavolo); laureato in marketing sportivo, marketing manager nello sport. Experienced Journalist and Commentator (football, tennis, basketball, volleyball); graduated in Marketing; sales, commercial and marketing Manager in Sport