L’Inter batte la Lazio e la Roma va su tutte le furie. Ma il Parma, cosa dovrebbe dire?
PERUGIA, 4 maggio 2010 – Il triplice fischio del posticipo domenicale fra Lazio ed Inter, vinto con merito dai campioni d’Italia, ha scatenato l’ira funesta della Roma inseguitrice. Peccato, tuttavia, che il motore di questa nuova baraonda mediatica faccia capo ad una formazione che, poco più di ventiquattro ore prima, aveva strappato tre punti d’oro al generoso Parma grazie ad un goal palesemente irregolare del capitano Francesco Totti, reo di un netto e vistosissimo controllo del pallone col braccio sinistro. Senza dimenticare la precaria, si fa per dire, situazione societaria retta da finanziamenti bancari onerosi e licenze speciali di vario titolo. Chiaramente non per tutti. Quanto basta per alimentare un discorso più volte partorito e mai portato a compimento, che alla fine della giostra favorisce tutti e nessuno.
RE DI ROMA – Se all’indomani di Lazio-Inter il dirigente della Roma Gian Paolo Montali si è limitato ad un laconico “Mai pensavo che i miei occhi potessero vedere quello che hanno visto, ha perso lo sport”, il presidente Rossella Sensi ha esordito con “Vergogna!” ed ha concluso con la frase fatidica “Fossi stata negli interisti mi sarei vergognata di vincere in quel modo”. Sta di fatto che, a differenza della combinata braccio-mano, la formazione di José Mourinho ha conquistato il predetto successo con la testa, per ben due volte. Regolare, appunto.
DOMENICA BESTIALE – Che l’Inter abbia conquistato la vittoria contro una Lazio tranquilla in chiave salvezza, in virtù dell’1-1 fra Atalanta e Bologna nel pomeriggio, e sfiduciata dai propri sostenitori, più attenti alle disgrazie giallorosse che ai guai della squadra biancoceleste, è cosa vera e scritta. Peraltro, in una stagione dominata ancora dalla corazzata milanese. Fatto che, tuttavia, non legittima l’assegnazione a tavolino del quinto scudetto di fila ai nerazzurri e, di concerto, non giustifica neppure le ruspanti lamentele di una Roma che non ha proprio nulla da invidiare alle concorrenti sul fronte disciplinare ed in classifica. Ed il Parma di Guidolin ne sa qualcosa.
PASSATO RECENTE – Calciopoli è l’emblema. Lo scandalo che sta attanagliando il settore arbitrale nel mondo del basket dimostra come anche il secondo sport più seguito in Italia navighi a vele spiegate nel vortice della cieca verità. Nella cultura nostrana fare attività agonistica deve coincidere con la vittoria, di qualsiasi tipo ed a qualunque costo. Nella quale compare a volte il diritto arbitrario di schernire l’avversario, vedi il pollice verso di Totti indirizzato ai cugini laziali al termine dell’ultimo derby. Vita o morte? Di sicuro è un gesto che appartiene all’antica Roma e che fa da contraltare a quanti, in svariati modi, lanciano messaggi di distensione sul piano comportamentale. La scienza è follia se il senno non la governa.
Giuseppe Bruni
Tweet






