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KIEV (Ucraina), 15 Giugno 2012 – L’Inghilterra batte la Svezia e raggiunge la Francia in vetta al gruppo D. Il primo tempo allo stadio Olimpico di Kiev è paragonabile a “Il secondo tragico Fantozzi” nella scena celeberrima della corazzata Potemkin. Carroll spezza l’incantesimo per qualche istante a metà frazione, quando gira imparabilmente un lancio di Gerrard dalla trequarti. Tutt’altro discorso nella ripresa. Mellberg segna due volte e porta la Svezia avanti. Ma l’Inghilterra ha una marcia in più e si chiama Walcott: entra, pareggia ed assiste Welbeck nel 3-2 finale.

C’È SOLO CARROLL - L’imprevedibilità è un optional nei primi 45′. Ibra si accende a tratti, mentre la squadra di Hodgson è lenta nella transizione a centrocampo. Finalmente si tira in porta: al 19′ ci prova proprio Zlatan, ma il diagonale alla destra di Hart non è irresistibile. Quattro minuto dopo si accende Carroll e la Svezia capitola: Gerrard sventaglia verso il centro dell’area e l’attaccante del Liverpool, guardato a distanza dalla coppia Granqvist-Mellberg, non da scampo di testa ad Isaksson. La fiammata non spodesta tuttavia la noia dal rettangolo verde. La Svezia non cambia mai marcia nella trequarti avversaria e gli inglesi non fanno nulla di eccezionale per legittimare il vantaggio. Nell’undici di Hamren c’è solo Ibra: il numero 10 taglia il campo verso il limite dell’area ma la sua conclusione, questa volta col sinistro, viene smorzata da un difensore ed agevola la presa del portiere. Alla collezione dei tiri dalla distanza partecipa pure Kallstrom, senza fortuna. L’ultima porticina la chiude Hart, sempre attento in uscita. E gli inglesi sono avanti senza gloria all’intervallo.

DOPPIO RIBALTONE - La ripresa? Tutto merito della Svezia. E non solo, perché la selezione di Hamren attacca con maggiore intensità ed in avvio piega due volte un’Inghilterra davvero abulica, quasi fosse chiusa in un barattolo. Il protagonista è sempre Mellberg. Al 4′ il difensore raccoglie un pallone in area spedito da Ibrahimovic e fredda Hart con la complicità, ininfluente, di Johnson che prova ad evitare il pari ma il palo fa carambolare il pallone dentro. Nove minuti più tardi il centrale si ritrova di nuovo solo al centro dell’area: Hart accompagna l’azione con lo sguardo e raccoglie nell’angolo opposto il sorpasso svedese. Il 2-1 però ha il potere di una camomilla per i gialloblù e del ginseng per l’undici di Hodgson, che lancia subito nella mischia Teo Walcott al posto dell’evanescente Milner. Ed i frutti maturano in men che non si dica: Isaksson prima dice no a Terry da breve distanza, poi si dimentica di fare il portiere e regala al neo entrato il 2-2 da fuori area. L’incidenza di Walcott sul match non finisce qui. Lo spettacolo si arricchisce con i continui capovolgimenti di fronte e con il volo plastico di Hart sull’ennesimo tentativo di Ibrahimovic da lontano. Al 32′ si accende nuovamente l’esterno dell’Arsenal con una serpentina sulla fascia: al resto ci pensa Welbeck, che gira al volo con il tacco alle spalle dell’estremo difensore. Il più bel finale dopo la noia del primo tempo. Per l’Inghilterra, naturalmente.

TABELLINO - INGHILTERRA (4-4-1-1): Hart; Johnson, Terry, Lescott, A. Cole; Milner (16′ s.t. Walcott), Parker, Gerrard, A. Young; Welbeck (44′ s.t. Oxlade-Chamberlain); Carroll. All. Hodgson

SVEZIA (4-4-1-1): Isaksson; Granqvist (20′ s.t. Lustig), Mellberg, J. Olsson, M. Olsson; Larsson, Svensson, Kallstrom, Elm (36′ s.t. Wilhelmsson); Ibrahimovic; Elmander (34′ s.t. Rosenberg). All. Hamren

Arbitro: Skomina (SLO)

Marcatori: 23′ Carroll (I), 49′ e 58′ Mellberg (S), 65′ Walcott, 77′ Welbeck (I)

Ammoniti: Milner (I), Olsson, Mellberg, Svensson (S)

Giuseppe Bruni


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About Giuseppe Bruni - mygiuseppebruni.com

Giornalista e radio-telecronista sportivo (calcio, tennis, basket e pallavolo); laureato in marketing sportivo, marketing manager nello sport. Experienced Journalist and Commentator (football, tennis, basketball, volleyball); graduated in Marketing; sales, commercial and marketing Manager in Sport